Una delle memorie appartenenti alla tradizione orale e successivamente già in epoca pagana, indicando come la chiesa parrocchiale odierna sia sorta agli albori del Cristianesimo sull'area di un preesistente tempio dedicato agli Dei Mani. Un documento contenuto nel Cartario Genovese - l'arcaica raccolta di Atti ufficiali - fa risalire al 1004 la prima notizia dell'esistenza della comunità residente nel paese di Cesino, consolidatosi attorno all'antica chiesa campestre.
Caratteristica assai curiosa della chiesa di S. Antonino è la sua singolare impostazione architettonica derivata dal rifacimento pressoché totale dell'edificio a spese della benestante famiglia Ravara. L'originalità consiste nella distribuzione su due piani delle strutture per la celebrazione dei riti religiosi, come l'altare maggiore collocato in posizione aerea accessibile mediante una doppia scalea laterale, ed uno scurolo inferiore con l'altare di Nostra Signora del Carmine, compatrona del tempio.
Una conformazione che sottolinea mirabilmente lo stile del Barocchetto genovese che ne caratterizza la fattura, rendendone assai gradevole l'aspetto, di cui troviamo rarissimi esempi nell'ambito del Genovesato.
Nel territorio parrocchiale sono altresì presenti la cappella di Nostra Signora delle Vigne sorta a spese di un viandante che nella prima metà del Settecento aveva corso un grave pericolo di vita in quel punto allora semplicemente munito di una immagine mariana che egli ritenne la sua Salvatrice, e l'Oratorio di N. S. del Carmine inaugurato nel 1938.
Testi e foto ad opera di M. Lamponi
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